Comunicazione del Dr. Pugliese al 54° Congresso Nazionale di Neurochirurgia
FISSAZIONE LOMBARE CON VITI PEDUNCOLARI NELLE SPONDILOLISTESI NON TRAUMATICHE:
REVISIONE DELLA NOSTRA CASISTICA DEGLI ULTIMI 4 ANNI
Raffaelino Pugliese, Gianluigi Brambilla, Cesare Arienta
Clinica Neurochirurgica, Università degli Studi ed IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia
Le spondilolistesi congenite e degenerative hanno eziogenesi varia e una evoluzione condizionata da molti fattori. La sintomatologia è data sia dalla componente muscolare che da quella nervosa. La notevole variabilità eziologica e sintomatica ha condizionato anche gli approcci terapeutici che negli ultimi anni hanno visto un netto aumento degli interventi di fissazione. Le metodiche usate sono ad oggi moltissime ed è difficile effettuare dei confronti scientificamente validi.
Recenti ampie reviews, apparse sull’argomento, hanno preso in considerazione l’efficacia delle varie metodiche chirurgiche e dei diversi sistemi di fissazione.
Abbiamo quindi proceduto ad una revisione della nostra casistica e ad una sistematica valutazione dell’outcome utilizzando la scale Vas, FIM, Roland-Morris. Sono, inoltre, stati effettuati controlli tc da L2 a S2 e rx standard e dinamiche della colonna per valutare i dischi attigui ai livelli fissati e la mobilità residua della colonna.
Abbiamo limitato agli ultimi 4 anni l’analisi per poter confrontare pazienti sottoposti a stabilizzazione con sistemi di fissazione similari. La analisi tuttavia deve tener conto di tecniche chirurgiche diverse ed adattate alle varie situazioni cliniche dei pazienti.
In questi 4 anni sono stati operati presso la nostra Clinica 27 pazienti per spondilolistesi non traumatica del tratto lombare.
Di questi pazienti 16 erano donne e 11 uomini. 14 pazienti presentavano una listesi a L4-L5, 12 una listesi L5 – S1 ed un paziente era affetto da una listesi sia a livello L4 – L5 che L5 – S1.
L’età media è stata di 51 anni (range 30 – 72).
17 pazienti sono stati fissati a 3 livelli, 7 a 2 soli livelli, 3 pazienti a causa di un importante dismorfismo peduncolare hanno effettuato una fissazione estesa a più livelli, senza viti sui peduncoli dismorfici.
Il follow-up minimo è stato di 6 mesi e tutti i pazienti sono stati valutati per il follow-up.
Tutti i pazienti hanno tratto beneficio dall’intervento con un netto miglioramento della qualità della vita.
Con tutti i limiti della nostra modesta casistica si può affermare tuttavia che non vi è una metodica che risulti significativamente migliore delle altre. Sicuramente una stabilizzazione a 3 livelli permette un maggiore allineamento somatico ed una migliore distrazione vertebrale con decompressione foraminale. I controlli radiologici a distanza non hanno dimostrato, attualmente, discopatie negli spazi attigui. La minore mobilità lombare, teorica, di questo approccio non trova riscontro clinico.
La fissazione corta riesce solo in minima misura a ridurre la listesi ed è da consigliare solo in listesi di grado I, i controlli radiologici mostrano come la mobilità residua sia si maggiore ma a fronte di una flessibilità anche del sistema di fissazione. Questo lascerebbe ipotizzare una maggiore possibilità di rottura e/o disconnesione del sistema ma nella nostra casistica le rotture dei mezzi di sintesi sono equamente distribuite fra i due gruppi (una per parte).
Come per altre casistiche, anche nella nostra esperienza si impone una valutazione con un follow-up più ampio che tenga conto soprattutto di una piena ripresa dell’attività lavorativa.