IL RUOLO DELL’ INTERVENTO DI TERMOLESIONE SELETTIVA PERCUTAN

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IL RUOLO DELL’ INTERVENTO DI TERMOLESIONE SELETTIVA PERCUTAN

Comunicazione al Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurochirurgia 2007

IL RUOLO DELL’ INTERVENTO DI TERMOLESIONE SELETTIVA PERCUTANEA NEL TRATTAMENTO DELLA NEVRALGIA TRIGEMINALE: 27 ANNI DI ESPERIENZA

 

Pugliese Raffaelino, Brambilla Gianluigi, Chiaranda Ilaria, Geraci Paolo*, Arienta Cesare

 

Clinica Neurochirurgica, IRCCS Policlinico San Matteo ed Università degli Studi, Pavia

*Servizio di Rianimazione Seconda,  IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia

 

L’affinamento delle metodiche microchirurgiche ha permesso di estendere le indicazioni all’intervento di decompressione vascolo-nervosa all’angolo ponto-cerebellare nei pazienti sofferenti di nevralgia trigeminale, sia che venga dimostrata l’esistenza di un conflitto vascolare sia anche, come sostenuto da alcuni neurochirurghi, in assenza di tale dimostrazione neuroradiologica.

I fautori di questa impostazione riferiscono la constatazione al tavolo operatorio della esistenza in ogni caso di un conflitto vascolo-nervoso.

Nonostante queste indicazioni riteniamo esista comunque un ruolo importante per le metodiche percutanee e, soprattutto, per l’intervento di termolesione che appare essere, nell’ambito di tali metodiche, la procedura con i risultati clinici più validi, a fronte di una percentuale di complicanze assai esigua.

Per quanto attiene alla nostra esperienza clinica di utilizzo, nel corso di 27 anni, dell’intervento di termolesione vorremmo sottolineare alcuni dati. La nostra casistica (novembre 1979 – dicembre 2006) è costituita da 1170 pazienti per un totale di 1335 procedure chirurgiche. I risultati sono decisamente buoni nella nevralgia essenziale: 94% di risoluzione immediata completa del dolore e 5% di risoluzione parziale a breve termine. La percentuale delle recidive (30.4% con follow-up medio di 10.2 anni) si attesta sui valori già riportati in letteratura: questi risultati sono ottenuti con la presenza contemporanea di una percentuale di complicanze (in particolare ipo-anestesia dei territori cutanei e mucosi) molto bassa (6.6%). Le percentuali di successo sono nettamente inferiori nella nevralgia atipica e sintomatica (123 pazienti).

Nei pazienti con nevralgia trigeminale essenziale che hanno presentato una recidiva della sintomatologia (51.1%), è stato riutilizzato lo stesso intervento di termolesione nel 44% dei casi; nel 7.1% si è fatto ricorso ad altre metodiche.

Gli interventi percutanei sono ovviamente possibili anche in pazienti estremamente anziani (nella nostra esperienza il 12.1% oltre gli ottanta anni ed il 2% oltre i novanta anni): anche per questo motivo le modificazioni cardiovascolari che si verificano durante l’intervento devono essere attentamente monitorate e le loro alterazioni registrate e corrette.

Sono state ricercate quindi metodiche di anestesia che fossero in grado di alterare nella minor misura possibile le condizioni cardiovascolari dei pazienti operati. Così, mentre con l’anestesia barbiturica eravamo in presenza di un aumento della PA anche di circa il 25% durante l’introduzione dell’ago, con l’associazione fentanyl-propofol questo aumento si riduce al 10%.


Articolo inserito da: Dott. Raffaelino Pugliese


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